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In diretta dall'Inter

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February 16

Il derby è nostro...

 

Alla fine il derby ha detto Inter anche se lo ha detto in maniera strana. In fondo fa parte del derby del suo essere una partita fuori dagli schemi logici dove spesso la fortuna gioca un ruolo determinante, quasi decisivo. Accade così che la copertina spetti all’avambraccio di Adriano che segna il gol del 1-0 e che si discuta su di esso per ore senza capire se in fondo quello sia un fallo o no. Per me potrebbe essere tranquillamente fallo. Avessimo preso un gol così ci saremmo incazzati come iene, ma per il regolamento non può esserlo. Non si discute su questo, altrimenti il rigore concesso l’anno scorso all’Inter per il tocco Testa – Mano di Couto sarebbe stato giudicato regolare. Così non è stato e quindi giustamente il gol è regolare. Regola del cazzo ma come si dice LEX DURA LEX SED LEX”. La partita è stata comunque stupenda, con le due squadre a fronteggiarsi ad armi pari, con determinazione, qualità e intelligenza. Entrambe bene, ma in maniera diversa, perché il Milan è il Milan e l’Inter è l’Inter, una differenza che in fondo non riguarda solo questo derby ma tutto il campionato.

 Loro belli come il sole, quasi accecanti a volte, noi possenti e cinici come un serial killer, a volte quasi letali. Loro con giochi di prestigio e numeri d’alta scuola di stelle cadenti (dal punto di vista anagrafico e non in senso dispregiativo), come Ronaldinho autore di una prestazione maiuscola, e stelle nascenti, come Pato formidabile con la strada spianata verso un futuro radioso. Noi con le spallate di Adriano, le sponde di Ibrahimovic e i consueti inserimenti di Stankovic. Loro con alle spalle una difesa da ridere, con un Kaladze ridicolo, noi con alle spalle una difesa eccelsa, con chivu e Samuel sugli scudi. Insomma noi e loro o loro e noi, diversi e a volte contrastanti, ci siam dati battaglia per 90 minuti, dando vita ad una partita bella, per chi la vedeva senza tifare, e ad un risultato, che ci sta. Non dico giusto, dico che ci sta perché a volte in un derby un episodio può essere decisivo, perché in fondo poteva finire in tanti modi ma è finito così, come all’andata poteva finire in pareggio e invece abbiamo perso noi, perché il calcio è anche questo e a volte non c’è nulla dire . D’altronde se si potrebbe affermare senza paura che il Milan meritasse di pareggiare, vista la mole di occasioni create nel secondo tempo, ma si potrebbe anche affermare con altrettanta certezza che se al 70’ l’Inter fosse stata sopra 3 o 4 a 0 non ci sarebeb stato nulla di starno. Noi abbiamo fallito le nostre occasioni e loro le loro, anche se forse c’è una differenza abissale, come ricordavo prima, tra la nostra difesa e la loro che forse è l’elemento che ci permette di essere cinici e spietati in tutte le partite e ciò che impedisce ai “cacciaviti” (adoro chiamarli così) di essere vicini a noi, ciò che li fa essere così poco concreti in una corsa lunga come il campionato.

Alla fine è stata una vittoria di sofferenza e di cuore, ma anche una vittoria di Mourinho che con la sua tattica ha ben individuato dove e come colpire il milan, scavalcare il centrocampo e ripartenze veloci per colpire una difesa troppo lenta e impacciata. Si è rivisto un grande Adriano e un ottimo Muntari. Santon ha retto il colpo e Vieira è rientrato dall’infortunio. Insomma tutto bene, soprattutto il risultato, in una partita che consolida il nostro primato in classifica e spedisce il milan lontano lontano. La nostra filosofia di gioco paga, la loro no perchè in fondo i più forti, semmai ci fosse bisogno di dimostrarlo, siamo sempre NOI e ci sono 11 punti di distacco a dimostrarlo.

 

February 09

Verso il derby

 

Sembra ieri che Ronaldinho segnava uno spettacolare gol di testa regalando il derby ai cugini rossoneri. Sembra ieri che gli altri, tutti, stappavano bottiglie di spumante per un campionato che restava aperto, si perché la paura che l’Inter schiacciasse ancora il campionato sotto il suo insostenibile peso l’avevano un po tutti. Sembra ieri che dopo 5 giornate l’Inter non era prima ma comunque avanti, seppur di un misero punticino, su Milan e Juventus e in molti pensavano ad una lotta aperta a tutti, persino per la lazio, il Napoli, l’Udinese e il Catania, squadre che oggi galleggiano a metà classifica. Sembra ieri eppure sono passate 19 giornate, da allora molto è cambiato e molto per certi versi è simile, perché in molti hanno di nuovo paura che l’Inter ammazzi questo campionato vincendo il derby, un derby strano perché privato di kakà, da che mi ricordo il brasiliano non ne aveva mai saltato uno.

Tutto è dunque un po’ diverso. Perché l’Inter dopo crolli e risalite è prima in classifica con 7 punti di vantaggio sulla seconda e 8 punti di vantaggio sulla terza, per l’appunto il Milan, è la miglior difesa (in assoluto) e il miglior attacco (al pari con il Milan), è la squadra che ha vinto di più e ha perso di meno. A fronte di ciò il derby per l’Inter è un matchpoint. Decisivo solo in positivo, cioè solo in caso di vittoria. La sconfitta per quanto irritante e fastidiosa non provocherebbe gravi danni. Per il Milan la storia è completamente diversa, una sconfitta pregiudicherebbe tutto. In pratica 23 Giornate per ribadire, semmai ce ne fosse bisogno, che l’Inter è la più forte e che dipende da lei la sorte del campionato, solo l’Inter può perderlo mentre gli altri, paradossalmente, non possono vincerlo. Perché guardando la storia di questo campionato se da un lato appare chiaro che l’Inter non è infallibile dall’altro è altrettanto evidente che le avversarie stanno un gradino sotto. D’altronde questo campionato è complicato dalla crescita di squadre come Napoli, Genoa, Cagliari etc etc… va da sé che l’Inter qualcosa ha pagato in termini di punti rispetto all’anno scorso quando a questo punto  aveva 59 punti distanziata dalla Roma di ben 9 punti a coloro che obbiettano che la Juventus non è la Roma rispondo “avete ragione” la Roma l’anno scorso alla 23° giornata aveva 48 punti, un punto in più della compagine bianconera.

Allora la storia di questo derby diventa la storia delle occasioni perse dall’Inter e della pochezza dei suoi avversari, incapaci di approfittare di scivoloni grossolani in cui peraltro l’Inter di Mancini non sarebbe incappata. Non perché Mancini sia migliore di Mou, ma semplicemente perché l’Inter targata Mourinho è una squadra nuova, che ha cambiato filosofia di gioco e che cerca la quadratura del cerchio : Quando la trova vediamo partite come a Lecce e Catania, quando non la trova capitano gare (non per caso tutte casalinghe) come quelle con Torino e Cagliari. La partita di Bergamo è invece classificabile tra le distrazioni legata soprattutto ai cambiamenti di questa stagione, ci sarà un motivo se l’Inter di Mancini non aveva mai perso in maniera così netta.

Detto ciò non ci resta che guardare al Derby con estrema serenità, lasciando i giornalisti a parlare di presunti casi da moviola e a giocare con le parole del Mou, che tuttavia non è un pirla e quello che dice ha sempre un senso. Non che le parole di Claudio Ranieri non siano condivisibili anzi, sono assolutamente giuste, si tratta semplicemente di capire perché Josè Mourinho abbia fatto notare il rigore eclatante di Lecce, pur avendo vinto e certamente non è perché ce l’ha con gli arbitri, d’altronde che senso avrebbe inimicarsi un intera categoria in una partita che hai vinto. No, le parole di Mourinho erano ancora una volta per i giornalisti, per il loro modo di risaltare l’insipido quanto inesistente rigore su Pazzini (Inter – Sampdoria) e tralasciare un rigore netto come quello di sabato sera, per il semplice fatto che l’Inter in fondo ha vinto quindi chissenefrega. Mourinho attacca la stampa perché la stampa usa due pesi e due misure, ci hanno buttato addosso la croce per tutto lo scorso campionato e lo hanno provato a fare anche in questo, nonostante i rigori iniziali dati al Milan ( e non mi dite che il gol di Seedorf di sabato sera era regolare, perché nun se po segnà de mano), nonostante i favori alla Juve ( e a chi contesta l’espulsione di Iaquinta dico di andarsi a leggere cosa scrissero dell’identica espulsione di Cesar in Udinese – Inter del passato campionato) nonostante l’Inter, la squadra con il miglior attacco, abbia avuto un solo rigore in 23 giornate. Sia chiaro questa non è una lamentela, questa è una precisazione, all’Inter non devono interessare gli errori degli arbitri, deve vincere a prescindere perché è la più forte, dico però che se vogliamo prendere per buone le parole di Ranieri, e io lo voglio, questo deve valere per tutti e non solo per la Juventus o per il Milan, viene da sé che al prossimo errore pro Inter non vorrò sentire gridare allo scandalo… ma tanto grideranno lo stesso, quando si tratta di Inter lo fanno sempre.

Buon derby a tutti…

January 29

e ci davano per spacciati...

 
In un qualsiasi duello ad armi pari, quando si affonda il colpo, si dovrebbe sempre aver la certezza di aver colpito l'avversario. Potrebbe capitare che l'avversario sia stato solo ferito, o sia semplicemnte caduto, ma dire che sia morto per il semplice fatto di aver affondato un colpo sarebbe quantomeno irresponsabile, epr non dire superficiale. Accade così che l'Inter prima colpita dal Cagliari e poi crollata a Bergamo, venga subito data in caduta libera, data per spacciata prossima al crollo contro l'arrembante Juventus di Ranieri. I pronostici degli addetti ai lavori in queste ultime due settimane ci erano contrari, sempre pronti a sottolineare che la Juventus ci avrebbe raggiunto che in fondo Catania sarebbe stata la nostra tomba.
A Catania l'Inter impone la sua ingombrante presenza sul campionato. Si rialza, dopo il timido tentativo fatto con la sampdoria. Urla a questo campionato la sua forza e lo fa in una partita per certi versi eroica, seppur conclusasi con un risultato banale. Già, un 2-0, con un gol per tempo. Il primo con un azione da manuale, cross di cruz per l'intervento vincente di Stankovic, il secondo con un contropiede da manuale, lancio di Stankovic per Ibra. In fondo, a leggerla così, di eroico ci sarebbe ben poco.
Eppure in questa partita c'è tanto, forse c'è tutto. C'è la differenza tra noi e i nostri avversari, c'è la nostra grande forza di volontà e la nostra abilità nel giocare al calcio. I risultati degli altri campi sembrano una semplice quanto naturale conseguenza. I gol dell'Udinese seguono sempre i nostri gol, quasi una risposta mancata della Juve alle nostre chiamate, il gol di Milito è invece un regalo, l'ennesimo, fatto dal Milan al campionato. Penso di non aver mai visto una squadra buttar via tanti punti.
In ogni caso, mentre gli altri sperano nel nostro crollo, noi, in vantaggio dal 6' minuto dopo una partenza molto agressiva, rimaniamo ingiustamente in 10. Muntari ancora una volta espulso, per di più sempre col Catania, sempre con Tedesco, e gli altri nel campo a difendere il risultato. All'inizio non è semplice, come spesso acacde, abituarsi all'inferiorità numerica ma nel secondo tempo tutto diventa più naturale, più logico e assistiamo alla più bella Inter del 2009. Certo è che l'ultimo quarto d'ora del primo tempo ci aveva fatto tremare. Un catania arrembante ci aveva schiacciato nella nostra area rendendo il gol del pareggio un evento probabile, quasi certo, am come spesso accade la difesa sotto pressione regge e per questo va fatto un plauso a Cordoba e Burdisso, spesso criticati ma ieri sera davvero perfetti. Perfetti come perfetto in fondo è stato Santon, questo giovane di appena 18 anni che difende come un veterano e attacca senza alcuna paura.
Ibra infine ci mette del suo. Non solo segnando un gol pregevole che mette al sicuro il risultato ma tenendo praticamente sotto scacco la difesa catanese per tutto il sceondo tempo, sfoderando numeri e acrobazie da circo di fatto esaltando noi che in poltrona avevamo tremato negli ultimi minuti del primo tempo. Stankovic è tornato ad essere il perno della nostra squadra ed il nostro elemnto d'unione tra attacco e centrocampo, in Inter che per la prima volta dopo diverse partite, corre, gestisce la palla e difende con ordine. Il tutto in inferiorità numerica, in un campo ostico, con la caparbietà di una provinciale e la maturità di una grande. L?inter è tornata a fare l'Inter mentre gli altri, in una giornata apparentemente favorevole sembrano aver nuovamente abdicato di fronte al nostro strapotere.
Non eravamo morti. Non si sono preoccupati neppure di controllare. Erano troppo impegnati a stappare champagne e a fare fuochi d'artificio per un aggancio in classifica che sembrava prossimo. Hanno sbagliato tutti e ora hanno dovuto fare mea culpa e si son messi ad elogiarci, capita spesso nei nostri confronti. Noi dal canto nostro dobbiam esser consapevoli di non aver fatto nulla. Non facciamo l'errore dei nostri avversari, teniamo alta la guardia e continuiamo per la nostra strada. Gli avversari non mollerano e attaccheranno di nuovo, perchè questa era solo una battaglia perchè la guerra è ancora lontana dalla fine anche se, vedendoci in vantaggio sembra impossibile credere che ci dessero per spacciati....
 
January 25

Contro tutto e tutti...

 
Dopo gli attacchi infami di questa settimana la partita di oggi diventava assolutamente delicata, se poi ci aggiungiamo che la Juventus aveva vinto, se così si può dire, con la Fiorentina, allora la gara assumeva i contorni di una prova del nove per un inter apparsa ultimamente poco lucida e poco in palla.
L'Inter vince. Vince senza Ibra, ma ovviamente nessuno lo dice, benchè quando Ibra c'è dicano che vinca proprio in virtù della sua presenza. Vince senza alcun favore arbitrale, anzi, vive una partita in cui le fanno pagare tutte le chiacchiere fatte circolare dai gobbi bianconeri e dai piagnoni giallorossi, peraltro entrambi accontentati viste le vittorie non proprio limpide nelle rispettive gare. Ma non temete la stampa italiana, rigorosamente anti Inter, ci ha messo poco a inventare il caso. Il presunto rigore su Pazini, un rigore inesistente proprio perchè come si dice spesso, se dassimo questi rigori in cui spingono tutti ci sarebbero 50 rigori a partita, dimenticandosi il rigore su Cambiasso e l'espulsione sacrosanta di stankevicius che, già ammonito, si tuffa in area alla ricerca di un impnsabile rigore.
L'Inter vince grazie ad Adriano. Un Adriano splendido che ha lottato, ha segnato ha fatto tutto quello che era in suo potere per la squadra. Un adriano che ha macchiato la sua prestazione con un ingenuità, a mio parere giustificata, che vedrete gli costerà almeno 3 giornate, perchè siamo favoriti, sennò erano sei. L?inter vince con carattere, con cattiveria, con volontà, è un Inter diversa da quella delle 8 vittroie consecutive ma che ci è piaciuta. Il punto dolente è semmai la condizione fisica, perchè è palese che la squadra manca d'intensità, un intensità che per noi fa la difefrenza. Perchè siamo una squadra fisica, che dipende dalla condizione dei suoi uomini di centrocampo. Canmbiasso, Stankovic, Muntari e Zanetti, chi più chi meno, palesano una certa difficoltà nell'accompagnare la squadra. 
Se il discorso sulla condizione fisica ci può preoccupare nel breve, ci può rassenare, a mio parere, in ottica champions, perchè evidenteente la preparazione post natalizia deve essere (almeno lo spero) stata calibrata per il periodo di Febbraio e Marzo, e per adesso dobbiamo accontentarci di vincere con fatica e con grinta. Fare questo con l'intera stampa italiana che ti da addosso, peraltro, non è poi esattamente semplice. Il Mou questo l'ha capito, e ancora una volta, si è dovuto immolare come parafulmine per i suoi ragazzi, esponendosi, facendo ancora una volta parlare di sè. I giornalisti, spesso incapaci e stolti, non si accorgono nemmeno che sono sue marionette, e che lui per ora ha indiscutibilmente ragione, ed avrà ragione anche in tribunale.
Il mou si è accorto del trattamento riservato all'Inter. Ha percepito l'euforia dell'ambiente calcistico per le vittorie di milan e JUventus come ha percepito l'alone di iattura nei confronti dell'Inter. Ci asttano al varco, appena sbaglieremo di nuovo saranno fuochi d'artificio. Per noi tifosi esperti, questa non è una novità ovvaimente, ma è sempre interessante notare come un allenatore che viene da fuori, percepisca questa disparità di trattamento. Noi siamo favoriti per un gol in fuorigioco col Siena, dello scippo bianconero di ieri già si saranno scordati. Sia chiaro non ci lamentiamo degli errori, come i rosiconi capitolini, gli errori nel calcio vanno accettati, lamentiamo uno squilibrio nel modo in cui le nostre e le altrui vincende vengono commentate ed esaltate. Il mou questo l'ha capito e ha voluto fare la voce grossa, facendo cadere tutte le attenzioni su di lui.
Intanto noi abbiamo vinto e siamo ancora a +3 sulla seconda ed a +6 sulla terza. Ma siamo in crisi, come dice il Mou, sarebbero in molti a voler essere in crisi come lo siamo noi...
 
  
January 18

Nessuno tocchi Mourinho

 
 
 
Essere Interisti non è mai stato facile e mai lo sarà. Al limite negli ultimi anni è stato più semplice, ma facile no. C'è sempre un momento in cui tutto sembra andare a puttane, in cui tu tifoso ti smarrisci e non ci capisci un cazzo, perchè in fondo ci sono eventi inspiegabili che però, volenti o nolenti, fanno parte del nostro essere interisti, ci appartengono e in fondo ci piacciono. E' in questi momenti che riscopriamo il gusto perverso dell'essere interisti e diamo il peggio di noi. Perchè siamo degli snob e certe cose non le accettiamo e ora che le cose vanno sempre lisce le accettiamo ancora meno. Era bastata un eliminazione dalla champions per mettere in dubbio Mancini e forse basterà questa battutra d'arresto per discutere il Mou, che in fondo è primo in classifica con tre punti dalla seconda al suo primo anno in Italia, il che non era scontato, anche se tutti lo pensano. Perchè certi risultati certe situazioni non possono non essergli imputate, ma sono figlie della scarsa conoscenza  che il portoghese ha del calcio italiano. prendiamo ad esmpio la gestione dei giocatori in cui secondo me il Mancio era maestro. Da questo punto di vista il Mou è carente, non ha capito che in Italia non si può far sempre giocare la stessa squadra, perchè ogni partita è una lotta, perchè si fa un calcio molto più dispendioso, sopratutto dal punto di vista psicologico. Allora magari ci possiamo spiegare le prestazioni indecenti del Cutchu, Di Dejan, di Maxwell e Maicon, di Zanetti, questa gente non rifiata da tempo, non ha rifiatato nemmeno in occasione della coppa Italia. Magari questa può essere una spiegazione di questo crollo inaspettato, ma in fondo non la esaurisce. Come non può essere una spiegazione plausibile l'insistenza su obinna o su crespo prefriti ai vari mancini quaresma e Balotelli, ai quali non viene più concessa una chance da troppo tempo. In tutto questo forse il Mou sbaglia, ma forse sta incidendo anche il pensiero della champions e magari c'è la complicità di una preparazione più proiettata verso fine Febbraio che verso Gennaio, perchè l'Inter di Bergamo, o anche quella vista col cagliari, non corre, non è al top, soffre la brillantezza degli avversari e nel calcio di oggi se non si corre, non si vince.
Tant'è. Oggi non si salva nessuno, nemmeno il cpitano, nemmeno Ibra, forse Adriano che comunque ci fa ben sperare per il futuro, ma comunque è andato tutto male. Una giornata nuovolosa senza un solo raggio di sole, contro un Atalanta agguerrita, brava e fortunata. Una sconfitta che deve risvegliare l'attenzione della squadra e farci rialzare la testa, perchè per pensare al Manchester ci sarà tempo. Concordo la linea del Mou, di accetatre tutti i processi che vorrano farci, ammiro il suo desiderio di prendersi tutte le responsabilità, ho fiducia nelle sue capacità di motivatore e chiedo ai tifosi interisti di razionalizzare la faccenda. Elaboriamo il lutto e guardiamo avanti, senza mettere sul banco degli imputati il Mou, che sicuro le sue colpe ce le ha, ma una partita come quella di oggi è imputabile principalmente ai giocatori. per quanto messa male una squadra come l'Inter non perde 3-0...
 
January 12

Lo scivolone di Walter Samuel

 
Dopo otto vittorie consecutive che avevano fatto vittime illustri del campionato Italiano, in primis la Juventus, L'inter si ferma. Stoppata dal piccolo cagliari di allegri e ion casa sua per giunta, quasi un paradosso se si pensa alle partite affrontate prima della sosta. Ma il calcio è questo, l'Inter lo sa, il Cagliari lo sa e il Siena, purtroppo per lui, l'ha capito sulla sua pelle. Perchè il Siena aveva meritato almeno un punticino con l?inter e lo meriterebbe anche con la JUventus, ma gli episodi la penalizzano. Che sia un guardalinee farlocco o una punizione di del Piero è poco importante. Il Cagliari invece riesce dove molti hanno fallito, dove solo un altra squadra era riuscita, fermare l'inter in casa, anche nell'occasione, casi del destino, era una squadra rossoblù, il genoa.
Al fischio di pierpaoli tutti si sono sbizzarriti nel descrivere un inter massacarata da un cagliari arrembante che avrebbe addirittura meritato di vincere, pochi, quasi nessuno, si sono invece proposti di leggere la partita oltre il risultato. L'avessero fatto si sarebbero accorti che prima del gol di Acquafresca il cagliari aveva fatto solo un tiro, peraltro senza nememno prendere lo specchio della porta. Si sarebebro anche accorti che il gol del cagliari è si un gol in contropiede, ma la difesa dell'Inter appare piazzata in maniera corretta a fare la differenza è lo scivolone di Samuel. Perchè il calcio è fatto di episodi e se Samuel è perfetto, e lo è stato da quando ha rinconquistato il suo posto al centro dlla difesa, questa volta sbaglia o meglio cade vittima di una fatalità.
Ruota tutto attorno a questo episodio la partita. Con un Inter che stenta nel primo tempo, riuscendo comunque a creare almeno 4 occasioni da gol, e che parte forte nel secondo grazie all'ingresso di Ricardo Quaresma, fischiato da tutti ma comunque autore di un ottima prova. L'Inter del secondo tempo è un altra storia, più aggressiva e più veloce, ma è proprio in quel momento che arriva il gol. Bene Figo, checchè ne dicano i critici, male Muntari, ancora checchè ne dicano i critici, il tutto all'interno di un centrocampo che paga le assenze di Stankovic, ma sopratutto di Zanetti, costretto ad arretrare per sopperire l'assenza di Maicon squalificato.
In ogni caso dopo il gol di Acquafresca le teorie sono differenti. C'è chi sostiene che l'inserimento di tante punte e mezze punte al posto peraltro di difensori, sia stata l'ennesimo esagerazione mourinhana, ma c'è anche chi come me ha imparato ad apprezzare questo modo arrembante e sprezzante usato dal tecnico per risollevare le sorti delle partite. Mi piace che l'Inter ragioni in funzione dei tre punti e mai in funzione di un punticino, mi piace l'idea che siano gli altri a doversi preoccupare di noi, anche se forse sabato sera il Mou si è fatto prendere un po la mano. Si perchè il Cagliari rischia di affondare la nostra corazzata in più di un occasione ed è non solo quale santo a salvarci dalla capitolazione. Noi dal canto nostro raggiungiamo il pari desiderato, con il solito Ibrahimovic e grazie ad un garnde Crespo. Potremmo pure vincere, con munati e Mancini, ma stavolta la fortuna, e il guardalinee, non ci assistono ma in fondo eravamo stati fortunati nelle tre occasioni clamorose fallite dal cagliari.
Per tutto questo dico che è un pareggio giusto, ed è giusto proprio in virtù dello scivolone di Samuel, che in fondo ha cambiato la partita, Al cagliari, e sopratutto ad allegri, va dato il merito di non essere arretrato di fronte all'arrembante pressione dell'Inter evitando di farsi schiacciare di fatto provando a vincere ma oltre questo nulla più. i commenattori si sono sprecati nel descrivere la partita guardandola solo dopo il gol fortunoso di acquafresca e va dato meruito a quei pochi che han fatto notare la pochezza del Cagliari, autore comunque di una priva ordinata e attenta. L'Inter dal canto suo si è mostrata ancora una volta imperfetta, ma a mio parerenon potrebbe essere diversamente. Si tratta di una squadra in costruzione che pur avendo trovato una sua strada a volte sembra non seguire appieno le indicazioni del tecnico, mostrandosi a volte vulnerabile, specie quando mancano giocatori importanti e quando manca la corsa. Finchè la difesa si mantiene sugli standard elevati di questo girone di andata non ci saranno grossi problemi, perchè il problema è non prendere i gol, poi per farli qualche modo si troverà. L'errore di Samuel è un incidente, che può capitare e che gli perdoniamo vista l'alta qualità delle sue prestazioni. Incidenti che ci stanno nel calcio e che a volte decidono una partita, ma che non pregiudicano il buon lavoro svolto da Mou per il quale parlano i risultati e la posizone in classifica. Ai suoi detrattori, a quelli che criticano il suo modo bislacco di aggiustare partite che si mettono sui binari sbagliati, dico che anche in questo caso parlano i risultati : Quando ha agito in questo modo ha sempre ottenuto tre punti o al limite un pareggio come con Genoa e Cagliari... sarà un caso?
 
December 21

Figli di un Dio Minore (... e di un grande Maicon)

 
La storia di questa partita la si potrebbe raccontare in tanti modi e da mille prospettive diverse, perchè al di là del fatto che il Siena non meritava di perdere, come noi non meritavamo di vincere, al di là dell'abbraccio tra Mourinho e Maicon, al di là di tutto, c'è la rabbia di chi si sente ingiustamente accusato, trattato in maniera diseguale.
Decido allora di raccontare questa storia partendo dalla metà del secondo tempo quando, sull'1-1, Ibrahimovic lancia Crespo che sarebbe in posizione regolare solo davanti al portiere. La bandierina dell'assistente Griselli si alza prontamente, l'azione sfuma ma nessuno ci fa caso. Lo stesso Griselli, assistente internazionale, ci regalerà pochi minuti dopo la vittoria, convalidando un gol palesemente irregolare consegnando alle moviole il primo episodio arbitrale favorevole all'Inter, ma in fondo quello che basta per far strillare tutti gli animali del circo televisivo.
Prima di tutto questo, c'è una gara che l'Inter non gioca bene e che il Siena interpreta alla perfezione, con l'Inter che non tira e fatica a trovare spazi mentre il Siena pressa e gioca con intensità. Eppure, come spesso capita nei confronti delle grandi con le piccole, è l'Inter a passare in vantaggio con Maicon che approfitta del buco della retroguardia senese. 1-0 e partita apparentemente finita, perchè in fondo l'Inter sarcinesca degli ultimi tempi dovrebbe garantire la vittoria una volta trovato il gol, ma non è così. Il gol è ancora, come l'anno scorso, di Karjà, che sembra divertirsi a rovinare le feste nerazzurre, in compenso stavolta non si tratta di un tiro incredibile ma dell'ennesima disattenzione delle ultime due giornate.
Il secondo tempo è più veloce e più emozionante, con Figo al posto di uno spento Jimenez e Crespo al posto dell'irritante Balotelli, su Jimenez le parole di Mou saranno stupende e ammirabili "Per me conta molto l'autostima e la gioia di un giocatore: se non è schiero Jimenez nel 4-4-2 col rombo,quando manca stankovic, quando lo devo schierare? Qualche volta preferisco rischiare, ma, ripeto, le motivazioni e la passione dei miei giocatori sono molto importanti." a dimostrazione del grande valore umano di questo apparentemente antipatico tecnico portoghese. Mourinho che volerà ad abbracciare Maicon dopo il gol del 2-1, perchè, come dirà poi,  non si aspettava di vincere, perchè per lui oggi l'Inter non meritava di vincere e non per il gol in fuorigico, non meritava per quanto si era visto in campo e le ultime clamorose occasioni per il siena dopo il vantaggio nerazzurro stanno lì a dimostrarlo.
Maicon fa l'Ibrahimovic e risolve la partita, fossi stato lì l'avrei abbracciato pure io. la sua prima doppietta in nerazzurro ha il sapore sepciale dei tre punti che scacciano la Juve ad un momentaneo quanto scomodo -9 e mortificano un Siena che avrebbe meritato di più. Sugli scudi il solito Cambiasso e il solito Zanetti, meno bene la fase difensiva, ma ottimo Maxwell abile con le sue diagonali e i suoi interventi sotto porta (anche se il gol preso è colpa sua), Ibra svogliato capace però dio infiammare il pubblico con un tiro dei suoi. la partita è tutta qui, un Siena arrembante ma deluso, un Inter remissiva ma soddisfatta per una vittoria importante seppur sporcata dal pasticcio di Griselli.
Perchè inutile negare, l'errore c'è, come d'altronde ci sono errori in tutte le partite, quello che da fastidio è semmai che solo il nostro faccia gridare allo scandalo. Fa gridare allo scandalo anche se è il primo del campionato, anche se quello di Crespo non c'era, anche se in fondo abbiamo vinto per l'imprecisione sotto porta del Siena, malgrado tutto questo i gironali si sbizzarriscono in titoli improbabili che però non hanno mai esibito quando gli aiuti li riceveva il milan. Non si tratta degli sfottò tra tifosi che giustamente possono riguardare la fortunosità di un gol irregolare a 7 minuti dalla fine, si tratta piuttosto della stampa e dei media, che non ci amano, in fondo non l'hanno mai fatto. Non contiamo un cazzo e, se prima di calciopoli eravamo piagnoni e gli altri eccezionali, ora noi siamo ladri egli altri eroi contro le ingiustizie, il fatto che in questa partita lo stesso guardalinee abbia fermato un nostro giocatore in posizione regolarissima involato verso la porta avversaria non significa niente e i rigori del Milan son già tutti dimenticati, per loro conta sminuire quello che facciamo, a prescindere da cosa sia.
Poco importa, "non ti curar di loro ma guarda e passa" come diceva Virgilio a Dante, alla fine si tratta di essere oggettivi ed onesti, onesti nel dire che non meritavamo questi tre punti, oggettivi nel dire che ce li prendiamo non solo eprchè gli errori fanno parte del gioco, ma sopartutto per il perverso piacere di sentirsi contro tutto e tutti, figli di un Dio minore ma comunque primi, incontestabilmente primi. Buone feste...
 
December 14

Epicamente Inter...(L'ennesima vittoria di Mou)

 
Ogni tanto si avverte la necessità di ricordarci perchè tifiamo Inter o meglio, eprchè abbiamo tifato Inter per 18 anni senza riceverne alcuna soddisfazione. La risposta è in partite come questa, in partite dove emerge prepotentemente l'indole di questa squadra, capace di tutto, nel bene o nel male. L'ho scritto e detto tante volte, che siamo degli eroi romantici del calcio, sempre sospesi tra l'altare e la polvere, condannati ad essere imperfetti pur essendo i più forti. Le scoppole in Champions ma sopratutto la partita di oggi rivelano tutto questo e ti ricordano perchè siamo diversi dagli altri, perchè a noi le cose semplici non piacciono, perchè il pathos, il sentimento, le emozioni sono il filo conduttore delle nostre stagioni.
Accade così che la partita più insulsa dopo la serie tosta Udinese-Palermo-Juventus-Napoli-Lazio, quella contro l'ultima in classifica, si riveli la più complicata. Accade che il Chievo riesca a segnare due gol a San Siro, pur avendone segnati appena 7 in tutta la stagione. Accade che l'Inter dalla difesa impenetrabile subisca più gol in una partita che nell'intero filotto sopracitato (1 solo gol dal Napoli). Tutto questo rientra nei paradossi del calcio, ma visto che all'inizio del secondo tempo stavano vincendo 2-0 rientra anche nella nostra imprevedibilità, che comunque la si veda ci rende speciali, diversi.
L'Inter, che trova subito il gol con una strepitosa azione finalizzata dall'ottimo Maxwell (11 marcatore stagionale della squadra, record del campionato), si mette ad attendere il Chievo, rinuncia alla manovra e lancia lungo sulle punte in difficoltà nel gestire le ripartenze. L'Inter del primo tempo è svogliata, quasi arrogante nel suo modo di sentirsi invincibile, nelal sua convinzione di non poter perdere, e di questa sua assurda convinzione trova conferma nel Chievo che non tira mai in porta e, soprattutto nel secondo strepitoso gol realizzato da Stankovic. L'azione è una meraviglia, l'Inter è sopra 2-0 contro l'ultima in classifica, in casa propria per giunta, la sensazione che avvertono tutti è quella di aver vinto la partita con ben 40 mionuti di anticipo.
Niente di più sbagliato e se il gol di Pellissier al 50' è un avvertimento, il gol di Bentivoglio al 70' è una doccia fredda. L'Inter si scopre nuda di fronte ai propri tifosi increduli, è di nuovo Pazza Inter, che scivola sul più bello, nel momento più semplice, contro l'avversario più semplice. Qui sta tutta la belelzza dell'essere interisti e qui sta la difefrenza tra la pazza Inter di qualche anno fa e la pazza Inter di oggi. L'Inter degli ultimi tre anni è pazza, am comunque forte, può scivolare ma sa riprendersi e nel caso specifico, Mourinho le da una grossa mano.
Pronti via, dopo il 2-2 dentro Balotelli Figo e Crespo, per obinna Muntari e Maxwell. Inter a trazione anteriore, o si vince o si perde, il pareggio non ci interessa. 20 Minuti di intensa pressione nell'area del Chievo che risponde con una timida incursione di Esposito. Per il resto è solo inter, l'Inter di un Figo grandioso e generoso ( faccio mea culpa per qnt detto dopo la gara col panathinaikos), di un Balotelli ancora una volta maturo e sempre più disciplinato e sopratuto l'Inter di Ibra che oggi non inventa nulla, oggi finalizza il gioco spumeggiante della squadra. Lo svedese, prima con un gran colpo di testa e poi con un tiro al fulmicotone, chiude i conti e lascia il Chievo con la delusione di chi aveva accarezzato l'impresa e se la vede sfuggire senza poter far nulla per impedirlo.
L'Inter è più forte del Chievo, si è potuta concedere 70 minuti di calcio svogliato e scontato per poi decidere di vincere la partita. La mossa di Mou di potenziare il reparto offensivo è stata azzeccata in pieno, perchè ha costretto il chievo ad una ritirata prima psicologica che fisica. Alla fine Il chievo si arrende ad un 4-2 che non ammette repliche, la prova di forza c'è stata anche se è stata data alla nostra maniera, in maniera un po bislacca, perchè non è questione di aver preso due gol dall'ultima in classifica, ne tantomeno di aver rischiato di aver buttato tre punti dopo un vantaggio tranquillo di 2-0, no qui la questione è puramente emotiva, l'Inter ha ricordato ancora una volta perchè è una squadra speciale, perchè è diversa dalle altre, ha ricordato che essere interisti significa aver scelto un amore difficile, ma in fondo è proprio questa la cosa stupenda.
 
Eroe di giornata

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SORTEGGIO OTTAVI DI FINALE 19/12/2008
 
December 08

Avanti così...

 
 
Il ciclo terribile di Novembre si conclude con un 3-0 sonante in casa della Lazio, si conclude con 18 punti conquistati in 6 partite equivalenti cioè a 6 vittorie consecutive e ci consacra come squadra da battere, come i più forti di un campionato che ha faticato a trovare i suoi leader.
La partita con i biancocelesti è l'emblema di un inter tonica, determinata e a tratti spettacolare che vince le partite quando vuole e alle proprie condizioni, senza rischiare nulla contro una squadra che dal punto di vista offensivo i numeri ci dicevano essere tra le migliori. Il gol al secondo minuto ha influito indubbiamente sull'andamento della partita, mettendola in discesa ma va dato merito alla squadra di aver retto alla reazione degli avversari e aver colpito alla prima occasione utile. La lazio non gioca affatto male è l'Inter che chiude gli spazi, che erige una linea maginot nei pressi dell'area di rigore, costringendo gli avversari a pretenziosi tiri da fuori e poi riparte. Riparte grazie ad un centrocampo abile e veloce nel trasformare l'azione da difensiva ad offensiva con uno stankovic sugli scudi a suonare la carica e con un Cambiasso pronto a tappare eventuali falle nel sistema di gioco. Samuel dal canto suo è perfetto come al solito e impreziosisce la sua prova con un gol che alla fine risulta essere decisivo, l'autogol di Diakitè all'ultimo minuto del secondo tempo chiuderà una partita forse già chiusa al secondo minuto.
La ripresa è ancora una lotta tra chi gioca con la traquillità e chi rabbiosamente cerca di riaprire la partita, a noi resta la consapevolezza che il gol non lo prenderemo agli altri la frustrazione di non trovare varchi efficaci, il terzo gol, peraltro in fuorigioco, metterà la parola "Fine" ad una gara che appariva insidiosa e che invece non lo è stata, lo segna Ibra autore della solita prestazione magistrale e di un numero eccezionale nel secondo tempo, al suo fianco prima un ottimo Cruz che però, infortunato, lascerà il posto ad un Crespo ormai fantasma del giocatore che fu.
3-0 e tutti a casa, la partita insidiosa si rivela a basso coefficiente di difficoltà e ci fa ricordare che il campionato Italiano è bello epr questo, perchè domenica si affronta il Chievo, l'ultima in classifica, che forse ci farà sudare i 3 punti più di quanto non abbia fatto la Lazio, perchè a volte è solo questione di episodi e di fortuna, ma l'Inter di questo periodo non è solo fortunata, è forte, troppo forte per temere il chievo e ci sono 6 vittorie consecutive a dimostrarlo.
 
 
 
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"IL PIU GRANDE INTERISTA DI TUTTI I TEMPI"

Francesco Sorci

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Sono un tipo sensibile e intelligente...
A scuola sono sempre andato, e vado tutt'ora bene.
Ho giocato a pallone ora vado in palestra (Insomma non sono grasso)
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